Nessuno parla del cancro ai testicoli come degli altri tumori. Niente nastri, niente marce di solidarietà. Questa malattia esiste in un silenzio di genere, perché l'organo che attacca è quello di cui gli uomini hanno imparato a non parlare mai.
Quando un giovane uomo — perché è quasi sempre un giovane uomo, tra i 15 e i 35 anni — riceve la diagnosi, entra in un silenzio nel silenzio. Non può parlarne con gli amici. Non può pubblicarlo sui social media.
L'orchiectomia lascia una realtà fisica: un testicolo invece di due. E ogni volta che fate la doccia, siete confrontati con l'evidenza. La crisi di mascolinità non è improvvisa — è un'erosione lenta. "Sono ancora un uomo?" Queste domande sembrano assurde agli altri. "È solo un testicolo." Quella parola — "solo" — fa più danni di quanto sappiano.
La fertilità è spesso l'ansia più acuta. La conservazione urgente dello sperma, l'incertezza sulla paternità futura. L'intimità dopo l'intervento — la paura di mostrare il corpo cambiato.
La mascolinità non è mai stata i vostri testicoli. È nel vostro coraggio, nel modo in cui affrontate ciò che vi spaventa. Se portate questa vergogna da soli, un terapeuta può aiutarvi.